Premio Mario Lattes per la Traduzione 2026: le finaliste

Premio Mario Lattes per la Traduzione 2026: le finaliste

Silvia Cosimini con Varie cose sulle sequoie e sul tempo di Jón Kalman Stefánsson (Islanda, edito da Iperborea), Margherita Podestà Heir con Vaim di Jon Fosse (Norvegia, edito da La nave di Teseo) e Francesca Turri con Una notte a Nuuk di Niviaq Korneliussen (Groenlandia, edito da Iperborea): sono loro le tre finaliste del Premio Biennale Mario Lattes per la Traduzione. Il nome della vincitrice sarà annunciato sabato 27 giugno 2026 al Castello di Perno (Cn).

Attraverso questa iniziativa, che ha raggiunto la sua quarta edizione, la Fondazione Bottari Lattes intende valorizzare la figura del traduttore, grazie al quale è possibile conoscere testi diversi da quelli pubblicati nella propria lingua, a cui è affidato il difficile compito di portare nel proprio Paese le storie e le narrazioni di un’altra cultura. Quest’anno il Premio è dedicato alle lingue scandinave. Come da tradizione, la cerimonia finale – condotta dalla giornalista Laura Pezzino – si terrà nel cuore delle Langhe, mettendo in dialogo le traduttrici e i giurati del Premio in una tavola rotonda coordinata dal professor Franco Perrelli. Saranno presenti anche alcuni dei traduttori di domani, studenti di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Milano, per interagire e confrontarsi con gli esperti.

La premiazione verrà trasmessa in streaming sulla pagina Facebook della Fondazione.

Come nelle tre precedenti edizioni – dedicate rispettivamente alla lingua araba, al cinese e all’ispano-americano – la selezione delle opere si è articolata in due fasi: in un primo momento la Giuria stabile, tenendo conto della capacità del traduttore di rendere in italiano la qualità letteraria del testo, ha individuato i tre romanzi finalisti. Ora la parola passa alla Giuria specialistica, esperta della lingua in oggetto, che decreterà la vincitrice.

A proposito della terzina finalista di questa edizione, la Giuria stabile ha commentato: “Noi membri della giuria stabile, che avevamo il compito di selezionare, per il valore della traduzione, tre libri fra quelli in concorso, quest’anno ci siamo trovati davanti a un fatto inedito: quasi tutti erano tradotti molto bene, in un linguaggio adeguato alle atmosfere e agli argomenti – estremamente vari – delle opere originali. Di conseguenza, in un primo momento ci è parso difficile fare una scelta, ma il problema si è risolto per così dire da solo, perché su diciassette traduzioni, tre si sono imposte al nostro apprezzamento per la loro straordinaria qualità; e questo malgrado si tratti di romanzi molto diversi uno dall’altro nello stile e negli argomenti, cosa che esclude un’influenza del nostro gusto personale nel darne un giudizio. I membri della giuria stabile hanno quindi votato all’unanimità Silvia Cosimini per aver tradotto Varie cose sulle sequoie e sul tempo, di Jón Kalman Stefánsson, Margherita Podestà Her per Vaim, di Jon Fosse e Francesca Turri per Una notte a Nuuk, di Niviaq Korneliussen.

Confermando un talento già noto ai lettori, Silvia Cosimini, Margherita Podestà Her e Francesca Turri hanno saputo trasporre nella lingua italiana tre libri che, per la loro particolare originalità stilistica, avranno verosimilmente presentato notevoli difficoltà di traduzione. Difficoltà superate senza sforzo percepibile nel felice risultato finale. Siamo inoltre lieti di segnalare che delle tre opere finaliste, due sono pubblicate da Iperborea, una casa editrice che da quasi quarant’anni si propone di far conoscere ai lettori italiani la letteratura dell’area nord-europea”.

Fanno parte della Giuria stabile i traduttori e i docenti: Anna Battaglia (ha insegnato Lingua francese all’Università di Torino e tradotto, tra le diverse opere, Oiseaux di Saint-John Perse), Melita Cataldi (è stata docente di Letteratura anglo-irlandese all’Università di Torino, ha tradotto tra gli altri, testi dall’antico irlandese, W.B. Yeats e poeti del Novecento come Hutchinson e Heaney), Mario Marchetti (traduttore di lungo corso dal francese e dall’inglese per le case editrici Einaudi e Bollati-Boringhieri, presidente del Premio Italo Calvino, autore di saggi e recensioni), Antonietta Pastore (scrittrice e traduttrice dal giapponese, a lei si deve la traduzione di numerose opere di Haruki Murakami e autori come Soseki Natsume, Kobo Abe, Yasushi Inoue).

Gli esperti di lingue scandinave che in questa quarta edizione compongono la Giuria specialistica, sono Daniela Marcheschi, Lorenzo Lozzi Gallo e Franco Perrelli.

Il Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione, è realizzato dalla Fondazione Bottari Lattes in collaborazione con l’Associazione Castello di Perno e con il contributo di Regione Piemonte; con il contributo e il patrocinio del Comune di Monforte d’Alba; con il patrocinio dell’Unione di Comuni Colline di Langa e del Barolo e Confindustria Cuneo e con il sostegno di Banca D’Alba. Sono partner di questa edizione Italiana Assicurazione, Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere, Ristorante Gennaro di Pace e Audiosystem.

Condividere

Questo contenuto non è visibile senza l'uso dei cookies.

Questo contenuto non è visibile senza l'uso dei cookies.

Utilizziamo  cookies per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Leggi la nostra Cookie policy.
Clicca su "Accetta cookies" o continua la navigazione per consentirne l'utilizzo. Potrai in qualsiasi momento revocare il consenso usando il pulsante "Revoca consesno ai cookie" nel piede del sito.