La “Censa”, luogo fenogliano a San Benedetto Belbo

La "Censa", luogo fenogliano a San Benedetto Belbo

La “Censa di Placido”:
dalla Fondazione Bottari Lattes
al Comune di San Benedetto Belbo
all’insegna della collaborazione

Comunicato stampa

La “Censa di Placido”, luogo fenogliano citato in diverse opere dello scrittore albese, come La Malora, passa dalla Fondazione Bottari Lattes al Comune di San Benedetto Belbo, in cui ha sede l’edificio. La compravendita è stata deliberata all’unanimità dal Consiglio comunale del 27 novembre 2020 e approvato dal Consiglio di amministrazione della Fondazione il 2 dicembre 2020. La vendita al Comune di San Benedetto Belbo permetterà di poter accedere con più facilità ai finanziamenti pubblici per il completamento del restauro e della ristrutturazione interna dell’edificio, vincolato dalla Soprintendenza e dichiarato immobile storico e culturale da preservare. Diventerà luogo di incontro e di studio, spazio culturale aperto alla cittadinanza per iniziative culturali e sede di museo interattivo.

Il Comune, inoltre, potrà più facilmente occuparsi della gestione ordinaria e straordinaria dell’edificio, delle utenze e delle incombenze pratiche, mentre la Fondazione Bottari Lattes, forte della sua mission da sempre volta alla diffusione della lettura tra adulti, giovani e bambini, della promozione dell’arte, del teatro e della musica, completati i lavori di restauro, collaborerà strettamente con l’Amministrazione per realizzare appuntamenti culturali di stampo letterario, artistico, musicale, con particolare attenzione alla figura di Mario Lattes, a cui la Fondazione è dedicata, e ovviamente a Beppe Fenoglio.

«La nostra volontà – spiegano Caterina Bottari Lattes, Presidente della Fondazione Bottari Lattes, ed Emilio Porro, Sindaco di San Benedetto Belbo – è quella di restituire alla comunità la vecchia osteria di Placido Canonica quale luogo di incontro e di attività culturali, allestendo anche il museo interattivo. Il sogno che ci impegniamo a far diventare realtà è fare rivivere questo spazio, così simbolico e ricco di letteratura e storia, come luogo di incontro, di scambio, di socialità e di lettura, con incontri, seminari, esposizioni. Ma anche creare un punto di accoglienza turistica e un punto ristoro per gustare la cultura attraverso i sapori enogastronomici del territorio».

Acquisita dalla Fondazione Bottari Lattes con asta pubblica nel 2010 (dopo la messa in liquidazione dell’Associazione Premio Grinzane Cavour), la Censa di Placido Canonica versava in condizioni di degrado a causa del crollo di gran parte del tetto e della presenza di estese crepe nei muri perimetrali. Era quindi necessario partire con i lavori di messa in sicurezza dell’edificio, come il rifacimento del tetto e del sottotetto, degli impianti di gronda e di raccolta delle acque e l’ingabbiatura dei muri perimetrali, per una spesa complessiva stimata di circa 105.000 euro.

Sin da subito la Fondazione si è impegnata con proprie risorse e con contributi della Fondazione C.R.C. e del G.A.L. – Gruppo azione locale Langhe e Roero Leader, in questo primo intervento, riuscendo in due anni a sistemare il tetto e il sottotetto. Nel 2012 l’edificio è stato dichiarato dalla Soprintendenza dei beni architettonici e paesaggistici del Piemonte di particolare interesse storico e artistico. Nel 2014, per ottenere aiuti economici e raccogliere le risorse necessarie a sostenere le ulteriori spese, la Fondazione ha stretto una collaborazione con la Cantina Terre del Barolo e la casa editrice Einaudi, attivando una raccolta fondi attraverso la vendita di uno speciale cofanetto letterario contenente Barolo Docg 2009, accompagnato dal romanzo La malora di Beppe Fenoglio, in cui lo scrittore fa apertamente riferimento alla Censa e ai Canonica.

Dal 2017 la Fondazione ha intensificato la collaborazione con il Comune di San Benedetto Belbo sfociata nel 2018, con il benestare della Soprintendenza, nella concessione della Censa in usufrutto gratuito allo stesso Comune.  Questa sinergia ha consentito l’avvio di progetti comuni e condivisi volti alla conclusione dei lavori di messa in sicurezza e di successivo restauro, che hanno ottenuto finanziamenti da Regione Piemonte, Fondazione CRC, Fondazione CRT, G.A.L. – Gruppo azione locale Langhe e Roero Leader.

La Censa di Placido Canonica, risalente alla prima metà dell’Ottocento, è un edificio in pietra di Langa, con il tetto in lose e i solai in legno.

Costituisce contemporaneamente un luogo di culto dell’immaginario letterario novecentesco e un documento storico-antropologico della vita di una piccola comunità contadina delle Langhe.

Costruita nella centrale contrada dei Casazzi, la casa di Placido è da sempre soprannominata “la censa di Placido”, (censa=licenza=privativa, dove si vendevano i generi di monopolio: sali, tabacchi, valori bollati), cioè il classico negozio di paese, un emporio che in passato disponeva di tutto, adibito anche a bar e osteria, denominata “L’Osteria dei fiori”, con il forno per il pane sul retro. È rimasta in uso fino al 1991.

Lungamente frequentata da Beppe Fenoglio, la censa è scenario e sfondo di diversi episodi narrati nelle sue opere, centro ideale del microcosmo paesano che rappresenta nei suoi racconti di Langa: il luogo degli incontri, dei dialoghi e dei pettegolezzi, delle aspirazioni, delle tragedie di una piccola realtà chiusa che diventa esemplare della condizione stessa dell’uomo nel mondo (“atavismo” e “ancestrale” sono le parole che lo scrittore vi associa).

Oltre che nel romanzo La malora (“Dovevamo sentirci piuttosto forti se, quando io ero sugli otto anni, i miei tirarono il colpo alla Censa di San Benedetto. La presero invece i Canonica, coi soldi che s’erano fatti imprestare da Norina della posta”), è presente nei racconti Un giorno di fuoco, Superino, La novella dell’apprendista esattore e Il paese, dove lo scrittore racconta le partite di pallone elastico che si giocavano nel cortile dell’osteria. Come osservano alcuni studiosi dello scrittore albese, le mura della Censa sono il luogo in cui è custodito il vero spirito della Langa fenogliana.

 

 

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Fondazione Bottari Lattes

0173.789282 – segreteria@fondazionebottarilattes.it – www.fondazionebottarilattes.it

Comune di San Benedetto Belbo

ufficio@comune.sanbenedettobelbo.cn.it

 

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